Dal PAP TEST al TEST HPV: come cambia lo screening del tumore del collo dell’utero.

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Il tumore del collo dell’utero (chiamato anche tumore della cervice uterina) ha un’origine virale. E’ stato infatti ampiamente

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Moderno ambulatorio di Citologia e Patologia Cervico-Vaginale presso lo Studio Medico Dr. Di Prospero

dimostrato che alcuni virus HPV (Human papilloma Virus) in particolare alcuni ceppi identificati essere ad alto richio (14 tipi dei quali il 16 e 18 sono i più pericolosi) possono portare al cancro attraverso una serie di lesioni displasiche la cui identificazione citologica mediante il Pap Test è stata fino ad oggi lo strumento migliore per la prevenzione.

E’ proprio l’evidenza scientifica di un’origine virale del tumore che ha portato per la prima volta alla formulazione di vaccini a scopo preventivo.

Il Pap Test (una raccolta di cellule del collo uterino opportunamente preparate ed osservate al microscopio) è stato ideato dal Dott. George Nicholas Papanicolau, un medico di origine greca vissuto negli Stati Uniti (19883-1962); entrato nella pratica clinica nel 1940 ha consentito di salvare fino ad oggi milioni di donne abbassando notevolmente il numero dei decessi per cancro cervicale.

La U.S. FDA (Food and Drug Administration, l’Agenzia della Salute degli Stati Uniti) nei giorni scorsi ha approvato una nuova possibilità di screening che potrebbe presto cambiare la routine nelle visite ginecologiche ed indurre ad un ripensamento degli attuali protocolli di screening anche in Italia. Secondo la FDA il test per la cicerca del virus HPV (HPV TEST) a livello della cervice uterina può infatti sostitituire il Pap Test in donne di età uguale o maggiore 25 anni. Qualche giorno prima sia la FDA Microbiology Advisory Panel che il Medical Devices Advisory Committee ne avevano unanimemente raccomandato l’uso trovando questo test sicuro ed efficacie nell’identificare i virus ad alto rischio oncogeno cioè maggiormante correlati con il cancro della cervice uterina.

Il TEST HPV è basato sulla raccolta di un piccolo campione di cellule cervicali. Richiede pochi minuti per l’effettuazione ed è assolutamente indolore.

Nel caso di HPV TEST POSITIVO cioè di identificazione di uno o più Human Papilloma Virus ad alto rischio oncogeno vengono distinti due percorsi:

  • se si tratta di HPV 16 o 18 positivo la paziente dovrà effettuare una Colposcopia (un esame più dettagliato del collo dell’utero durante il quale se necessario si procederà anche a biopsia);
  • in caso di identificazione di altro tipo HPV sarà un successivo Pap Test (esame citologico) a decidere se è necessaria la Colposcopia.

Da notare che la FDA approvando questo nuovo metodo di screening del cancro del collo dell’utero (cervice) non intende assolutamente sostituire definitivamente il Pap Test bensì offrire alle Strutture Sanitarie, ai Medici ed alle donne una nuova opzione. Le attuali linee guida non vengono infatti modificate.

Attualmente negli U.S.A. le Linee Guida raccomandano di effettuare un Pap Test (Pap smear) ogni tre anni tra i 21 ed i 65 anni. l’HPV test in precedenza era raccomandato solo per le donne di 30 e più anni perchè l’alta incidenza di HPV (spesso autolimitantesi) nelle età più giovanili si pensava potesse portare ad un overtreatment (trattamento eccessivo ed ingiustificato) di ragazze tra i 25 ed i 29 anni. Ora invece sembra che la ricerca dell’HPV in queste giovani donne abbia più vantaggi che rischi proprio perchè tra i 25 ed i 29 anni si ha la maggiore incidenza di lesioni precancerose.

E’ possibile effettuare anche il Pap Test insieme al TEST HPV ed in questo caso la completa negatività di entrambi autorizzerebbe a ripetere un test analogo a distanza di ben 5 anni.

Tra l’approvazione della FDA e l’uso del Test HPV come screening sia negli Stati Uniti che in Europa dovranno comunque essere affrontati problemi organizzativi ed economici.

Il Pap Test rimane comunque un presidio insostituibile anche come abbiamo visto in screening basati fondamentalmente sull’identificazione virale. L’uso dell’HPV Test piuttosto che il Pap Test o l’effettuazione di entrambi a livello privato dovrebbe essere sempre una scelta preceduto di una ampia discussione con il proprio ginecologo curante.