la febbre nel bambino

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LA FEBBRE NEL BAMBINO

La febbre è definita come un incremento della temperatura corporea centrale al di sopra dei limiti di normalità. Tali limiti possono rappresentare variabilità individuali e si modificano secondo un ritmo circadiano. Per una corretta definizione è stato pertanto stabilito di utilizzare quella fornita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità che individua una temperatura centrale normale quella compresa fra 36,5°C e 37,5°C (WHO,1996).

La febbre rappresenta da sempre uno dei più frequenti motivi di richiesta, da parte dei genitori, di visita pediatrica. Si riportano di seguito alcune importanti raccomandazioni sulla gestione del segno/sintomo febbre in Pediatria come indicato dalle linee guida della Società Italiana di Pediatria.

Per misurare la febbre è raccomandata la rilevazione dall’ascella con un termometro elettronico. La misurazione orale è da evitare. Nonostante che ancora oggi la temperatura rettale sia da molti considerata il gold standard per la misurazione della temperatura corporea, la via di misurazione rettale della temperatura corporea non dovrebbe essere impiegata di routine nei bambini con meno di 5 anni a causa della sua invasività e del disagio che comporta.

Per quanto riguarda l’impiego dell’antipiretico, è doveroso ed allo stesso tempo importante che il medico comunichi sempre ai genitori le differenze nella gestione del paracetamolo in gocce e sciroppo,che non è vero che “più è meglio”: cioè che dosi maggiori di antipiretico non si associano a maggior efficacia.

I farmaci contro la febbre vanno somministrati solo quando all’aumento di temperatura si associa una condizione di malessere generale (il bambino appare abbattuto o si lamenta).

Gli unici farmaci contro la febbre raccomandati in età pediatrica sono il paracetamolo e l’ibuprofene. Il dosaggio va calcolato in base al peso del bambino e non all’età. Il paracetamolo è l’unico antipiretico che può essere impiegato fin dalla nascita. Indicare ai genitori quale sia la dose massima giornaliera di antipiretico che il bimbo può assumere e spiegare l’importanza di non impiegare nel bambino formulazioni dell’adulto (ad esempio compresse da dividere).

Sebbene le formulazioni orale e rettale di paracetamolo, a dosaggi standard, abbiano efficacia antipiretica e sicurezza sovrapponibili, la somministrazione di paracetamolo per via orale è preferibile in quanto l’assorbimento è più costante ed è possibile maggiore precisione nel dosaggio in base al peso corporeo. La via rettale è da valutare solo in presenza di vomito o di altre condizioni che impediscano l’impiego di farmaci per via orale.

L’Ibuprofene non è indicato in caso di varicella o in condizioni di disidratazione.

L’impiego alternato o combinato di ibuprofene e paracetamolo non è consigliabile, per l’aumentato rischio di intossicazione.

 Paracetamolo e ibuprofene sono antipiretici generalmente sicuri ed efficaci che devono utilizzati a dosaggi standard:

– paracetamolo: 10-15/mg/kg/dose.

– ibuprofene: 10 mg/kg/die in 3 o 4 somministrazioni.

Spiegare ai genitori che il farmaco deve essere sempre somministrato sotto la supervisione di un adulto.

Informare i genitori sui possibili segni e sintomi di intossicazione da farmaco (anoressia, nausea, vomito, malessere, oliguria, dolore addominale, alterazioni dello stato di coscienza, ipotermia) e, nel caso si verifichino, condurre immediatamente il bambino presso un Pronto Soccorso.

L’impiego di mezzi fisici per la terapia della febbre è sconsigliato. L’impiego di mezzi fisici rimane invece consigliato in caso di ipertermia.

Informare sempre che i neonati con meno di 28 giorni di vita a cui sale la febbre devono essere sempre ricoverati in ospedale, per l’elevato rischio di patologia grave.

Enrico De Conciliis

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