VESCICA IPERATTIVA: CAUSE, SINTOMI, CURE.

Vi è capitato di non riuscire a trattenere l’urina e di dover abbandonare una riunione per correre subito in bagno? Di non poter assolutamente rinviare lavescica iperattiva minzione? Di urinare spesso anche di notte? Potreste soffrire di vescica iperattiva!

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Dal punto di vista medico si parla di Vescica Iperattiva quando si avverte l’urgenza di dover urinare (con o senza pedita di urina) in assenza di infezioni o altre patologie del tratto urinario. Quindi non basta il sintomo ma bisogna escludere che ci sia un’infezione prima di potere ipotizzare la presenza di questa malattia.

La Vescica Iperattiva è una sindrome molto diffusa in entrambi i sessi e stime recenti parlano di una prevalenza nella donna di circa il 12,8%; dato epidemiologico probabilmente sottostimato per la frequente mancata diagnosi. Anche se sottostimato questo dato è comunque veramente preoccupante! Negli Stati Uniti la National Overactive Bladder Evaluation (NOBLE) sostiene che sintomi riconducibili alla vescica iperattiva riguardano almeno il 16% della popolazione.

Lo svuotamento della vescica (la minzione) è un atto fisiologico riflesso che deriva dalla percezione di ripienezza vescicale; normalmente infatti quando la vescica è ripiena almeno per 1/3 partono dei segnalia che arrivano al cervello dando un primo segnale i allarme che diventa progressivamente più intenso con il progredire del riempimento. E’ poi il cervello che determina il momento più opportuno per lo svuotamento attraverso una serie complessa di segnali nerovi che andranno a determinare la contrazione volontaria del muscolo detrusore posto alla base vescicale e deputato al suo svuotamento.

La Sindrome della Vescica Iperattiva è caratterizzata da contrazioni anomale della muscolatura vescicale che compaiono anche per modesti gradi di riempimento. Si tratta di una condizione veramente molto fastidiosa che talvolta più anche portare all’incontinenza urinaria e che certamente crea importanti difficoltà anche nella comune vita di relazione.

Fattori di rischio vengono considerati l’invecchiamento (ma può colpire anche donne molto giovani), la menopausa, l’obesità, le infezioni urinarie, pregressi interventi chirurgici urologici, malattie nervose, l’assunzione di alcuni farmaci.

Come si fa la diagnosi? Fortunatamente il percorso diagnostico è molto semplice ed abbastanza rapido. Non necessita generalmente di tecniche invasive ed è basato molto sulla competenza del medico e su una accurata anamnesi. La diagnostica differenziale è molto importante e quindi vanno escluse alterazioni anatomiche del pavimento pelvico come il prolasso genitale, la presenza di masse endoaddominali che comprimono sulla vescica limitandone l’espansione, infezioni urinarie e genitali.

Masse addominali come voluminosi fibromi o grosse cisti ovariche comprimendo la vescica e limitandone la capacità possono infatti simulare una condizione di iperattività della vescica.

Subito dopo la visita vengono richiesti comunemente alcuni accertamenti fra i quali l’esame urine con urinocoltura, il diario minzionale ed indagine strumentali che comprendono sempre l’ecografia pelvica.

Ed ora parliamo di terapia. Le forme secondarie ad infezioni, alterazioni anatomiche, fattori compressivi pelvico-addominali (es voluminosi fibromi uterini, grandi cisti ovariche), trovano ovviamente immediato giovamento dalla rimozione di queste cause.

Prima di considerare un trattamento farmacologico andrebbero valutati alcuni semplice provvedimenti come la riduzione del peso in presenza di obesità, l’astensione da sostanze (come la caffeina) che possono stimolare contrazioni vescivali involontarie.

I farmaci più comunemente impiegati appartengono a due gruppo farmacologici:

  • antimuscarinici/anticolinergici che agiscono bloccando i recettori musicar indici del muscolo detrusore della vescica inibendo così le sue contrazioni involontarie. Ossibutina, tolterodina, solifenacina ed altri. Effetti collaterali abbastanza frequenti sono la sensazione di secchezza delle fauci, stipsi e talvolta disturbi della visione.
  • beta3 agonisti che attraverso un’azione adrenergica rilasciano il detrusore migliorando la compliance vescicale. Si tratta di un più recente approccio farmacologico (approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco nel 2012 e che presto dovrebbe essere disponibile anche in Italia) che dovrebbe essere gravato da minori effetti collaterali.
Tutti questi farmaci sempre vanno usati su indicazione medica e dopo una attenta esclusione di eventuali controindicazioni.

Da non trascurare anche la possibilità di interventi endocrinologici particolarmente per via vaginale sia in menopausa che in post-menopausa ed in tutte le condizioni legate ad ipoestrogenismo. Il ruolo del ginecologo e particolarmente del ginecologo endocrinologo può essere molto importante. La terapia estrogenica endovaginale è sicura e particolarmente nella iperattività detrusoriale può dare importanti miglioramenti.

Strategie alternative sono considerate l’iniezione di tossina botulino a localmente è la neurostimolazione.

La Vescica Iperattiva come avete visto è molto fastidiosa ma è altrettanto facilmente curabile. Non trascurate i sintomi iniziali e parlate con il vostro medico; migliorate la vostra vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *