Medico seduto nel proprio studio con abbigliamento informale, immagine di copertina dell’editoriale “Il piacere di essere un medico nonostante tutto”, riflessione sul rapporto medico-paziente e sulla professione medica

IL PIACERE DI ESSERE UN MEDICO. Nonostante tutto.

Ci sono momenti in cui il senso di una professione torna improvvisamente chiaro. Non perché lo si cerchi, ma perché arriva, senza chiedere permesso. La relazione medico-paziente.

Medico seduto nel proprio studio con abbigliamento informale, immagine di copertina dell’editoriale “Il piacere di essere un medico nonostante tutto”, riflessione sul rapporto medico-paziente e sulla professione medica
Il piacere di essere un medico nasce spesso da momenti inattesi: un messaggio, una parola, un miglioramento reale nella vita di una paziente. In questo editoriale, il Dott. Filiberto Di Prospero riflette sul valore autentico della professione e sulla centralità della relazione medico-paziente, tra responsabilità, fiducia e chirurgia.

UN MESSAGGIO

Poche righe. Una paziente. Parole semplici, ma sufficienti a fermare il tempo e a ricordarmi, con una forza disarmante, quanto il mio lavoro possa davvero incidere sulla vita di una persona. Non in modo astratto, non nei numeri, non nelle statistiche. Nella realtà concreta di ogni giorno.

Mi sono commosso. E ho sentito il bisogno di scrivere queste poche righe.

FARE IL MEDICO NON E’ MAI STATO SEMPLICE

Non lo è oggi e, probabilmente, non lo è mai stato davvero. È una professione che richiede competenza, aggiornamento continuo, capacità decisionale. Ma soprattutto richiede presenza. Una presenza che non è solo fisica, ma mentale, emotiva, umana.

Negli anni ho visto cambiare molte cose: organizzazioni, tecnologie, linguaggi. Ho visto crescere le aspettative, aumentare le difficoltà, complicarsi i percorsi. Eppure, nella sostanza, il cuore di questo lavoro è rimasto identico: un incontro tra due persone. Da una parte chi chiede aiuto. Dall’altra chi ha il dovere – e il privilegio – di offrirlo.

IL VALORE DEL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE

Personalmente ho sempre vissuto la medicina come una missione, dove il rapporto medico-paziente è tutto. Non nel senso retorico del termine, ma come qualcosa che dà direzione, significato, identità. Non ho mai trovato nulla di più grande, né di più utile.

Fare una diagnosi. Comprendere un problema. Trovare la strada più efficace per risolverlo. Sono gesti che, ripetuti ogni giorno, rischiano di diventare routine. Ma non lo sono mai davvero. Perché ogni persona è diversa, ogni storia è unica, ogni incontro è irripetibile.

POTREBBE INTERESSARTI  LA SINDROME DELL'OVAIO POLICISTICO CAMBIA NOME. Ora è la PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome). Evoluzione scientifica o operazione culturale?

E ogni volta, quando il percorso è quello giusto, si produce qualcosa di straordinario: un miglioramento reale della vita di qualcuno.

In un tempo in cui tutto sembra spesso filtrato, costruito, fatto spesso solo di parole a volte persino artificiale, il rapporto medico-paziente conserva una qualità rara: è autentico, vero. Non si può fingere il dolore. Non si può simulare la paura. Non si può costruire a tavolino la fiducia.

Quel rapporto nasce e si sviluppa su una verità condivisa. Ed è proprio questa verità che lo rende così potente.

POI C’E’ LA CHIRURGIA

Ho cercato sempre di essere un medico professionalmente completo dedicando molto anche agli aspetti internistici e particolarmente endocrinologici della donna. Nel settore endocrinologico femminile ho fatto anche tanti anni di ricerca dando contributi originali e importanti.

Ma la chirurgia è stato il mio primo amore ed ora costituisce un aspetto fondamentale del mio lavoro. L’atto chirurgico aggiunge alla professione del medico qualcosa di particolare, un linguaggio diverso.

La chirurgia è una delle espressioni più antiche della medicina, e forse una delle più affascinanti. Richiede tecnica, precisione, esperienza. Ma richiede anche qualcosa di più difficile da definire: una forma di responsabilità totale.

Quando si entra in sala operatoria, il rapporto con la paziente cambia. Diventa ancora più diretto, più profondo. Si entra, letteralmente, nella sua vita. Nel suo corpo. Nella sua storia. È un atto di fiducia assoluta.

E ogni volta che questo accade, sento con chiarezza il peso e il valore di ciò che faccio.

UN PERCORSO FATTO DI INCONTRI

Quel messaggio ricevuto, così semplice, mi ha ricordato tutto questo. Mi ha ricordato perché ho scelto questa strada. Perché continuo a percorrerla. E perché, nonostante le difficoltà, le complessità, le inevitabili fatiche e amarezze, rifarei tutto.

POTREBBE INTERESSARTI  MODERNITÀ IN MEDICINA: OLTRE IL MITO DELLA TECNOLOGIA

Perché, alla fine, il piacere di essere un medico non nasce dall’idea di esserlo. Nasce dagli incontri. Nasce da quei momenti in cui capisci che il tuo lavoro ha fatto davvero la differenza.

Nasce, a volte, da un messaggio inatteso. E dalla consapevolezza, silenziosa ma profondissima, di essere esattamente dove si deve essere.

Dott. Filiberto Di Prospero, esperto in chirurgia del prolasso utero-vaginale, vescicale e rettale. Eccellenza anche nel trattamento dell’incontinenza urinaria femminile.
Dott. Filiberto Di Prospero

NOTA INFORMATIVA Il contenuto di questo articolo ha scopo puramente divulgativo e non costituisce in alcun modo un parere medico né mira a influenzare decisioni di acquisto o terapeutiche. L’Autore non risponde di usi impropri né di eventuali imprecisioni, errori od omissioni. Se hai un problema di salute consulta sempre il tuo Medico Curante o un Medico Specialista.

Autore

  • Filiberto Di Prospero

    Medico Chirurgo. Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Esperto nella Chirurgia del Prolasso degli Organi Pelvici e dell’Incontinenza Urinaria si occupa anche di Endocrinologia Ginecologica, Medicina della Riproduzione e Infertilità, Gravidanza.
    Segreteria pazienti: +39.337.634491.

Articoli simili