Il Dott. Filiberto Di Prospero con casacca e berretto in Sala operatoria
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TRATTAMENTO CHIRURGICO DEL PROLASSO GENITALE. Quando conservare o rimuovere l’utero?

La rimozione dell’utero (isterectomia) nel corso di Chirurgia per Prolasso Genitale è legata a scelte tecniche e cliniche precise.

Il Dott. Filiberto Di Prospero con casacca e berretto in Sala operatoria
In alcune situazioni di Prolasso Genitale può essere necessaria l’asportazione dell’utero (isterectomia). Cerchiamo di vedere insieme quali sono le condizioni dove questa procedura è consigliata e più in generali vantaggi e svantaggi nella Chirurgia Vaginale.

Il prolasso genitale è una condizione in cui uno o più organi pelvici (utero, vescica, retto) scendono verso il basso a causa di un indebolimento del pavimento pelvico. Questa problematica può influenzare significativamente la qualità di vita delle donne, causando sintomi come senso di peso, difficoltà a urinare, disturbi intestinali e disfunzioni sessuali. Nella programmazione della strategia chirurgica spesso si pone la necessità di decidere se conservare o togliere l’utero.

FATTORI DA CONSIDERARE PER DECIDERE L’ISTERECTOMIA

  1. Età della paziente: L’età è un elemento cruciale. Nelle donne in età fertile, la conservazione dell’utero può avere un impatto positivo sull’immagine corporea e sulla funzione sessuale. Nelle donne in post-menopausa, invece, l’utero può non avere più un ruolo funzionale significativo.
  2. Desiderio di fertilità: Sebbene raro nei casi di prolasso (incide prevalentemente dopo i 50aa), il desiderio di avere figli in futuro rende indispensabile preservare l’utero; la problematica si pone quindi solo nei casi di prolasso in donna giovane.
  3. Condizioni dell’utero: La presenza di patologie come fibromi, adenomiosi o sanguinamenti uterini anomali può spingere verso la rimozione dell’utero.
  4. Grado del prolasso: Nei casi più gravi, dove il supporto strutturale è compromesso, la rimozione dell’utero può offrire una soluzione più duratura, riducendo il rischio di recidiva.

VANTAGGI DELLA CONSERVAZIONE DELL’UTERO

  • Procedura meno invasiva: Conservare l’utero spesso implica una chirurgia meno complessa, con tempi operatori più brevi.
  • Integrità anatomica: L’utero contribuisce al supporto della struttura pelvica. Se le sue connessioni strutturali sono integre l’isterectomia può alterare la dinamica anatomica e funzionale della pelvi. Numerosi studi hanno dimostrato che quando possibile, la conservazione dell’utero può essere vantaggiosa.
  • Minor rischio di complicanze: La conservazione dell’utero può ridurre il rischio di infezioni e sanguinanti pelvici nonchè di lesioni agli organi circostanti, come la vescica e l’intestino.
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VANTAGGI DELLA RIMOZIONE DELL’UTERO (ISTERECTOMIA) NEL PROLASSO GENITALE

  • Riduzione del rischio di recidiva: Senza l’utero, i punti di sospensione vaginale possono essere più robusti, particolarmente quando alla ricostruzione pelvica si basa sui tessuti della paziente (tecnica fasciale), riducendo in questo modo le probabilità di un nuovo prolasso. Particolarmente in donne in Menopausa o Post-Menopausa conservare un utero in prolasso uguale o superiore al II grado può avere poco senso ed esporre al persistere dei sintomi con rischio di nuovo intervento,
  • Trattamento di patologie uterine: La rimozione elimina eventuali problemi legati all’utero, come fibromi o emorragie.
  • Minore necessità di controlli futuri: Rimuovere l’utero evita il rischio di sviluppare patologie uterine nel tempo. La rimozione può essere indicata ad esempio in pazienti con rischio di tumore endometriale.

PROLASSO GENITALE. IL TEST DI TRAZIONE

Non so se ne avete mai sentito parlare ma si tratta di un vero e proprio test che mette alla prova la capacità di tenuta delle strutture che sostengono l’utero.

Si tratta di un test fatto generalmente in Sala Operatoria, in corso di anestesia e con il consenso della paziente, nei casi dubbi di prolasso uterino, casi quindi certamente di grado non elevato ma che potrebbero peggiorare nel tempo.

Il test cerca di individuare in modo predittivo quelle donne che in futuro svilupperanno un franco prolasso uterino.

conversazione tra donna e medico su eventuale isterectomia nel corso di terapia chirurgica del prolasso genitale
La conservazione o la rimozione dell’utero nel corso di trattamento chirurgico del prolasso genitale è un argomento cruciale che richiede un’ampia e approfondita discussione tra medico e paziente.

CONSIDERAZIONI SULLA TECNICA CHIRURGICA

Gran parte dei nostri interventi di ricostruzione pelvica avviene con tecnica fasciale, cioè con l’uso dei tessuti e delle strutture pelviche della paziente. Usiamo sistemi protesici ad alta biocompatibilità e molto innovativi solo nel Prolasso della Cupola Vaginale e nel trattamento chirurgico di alcune forme di Incontinenza Urinaria.

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Le tecniche di correzione del prolasso variano anche a seconda della scelta di conservare o rimuovere l’utero:

  • Conservazione dell’utero: Si utilizzano sospensioni ai legamenti uterosacrali o altre tecniche che ripristinano il supporto naturale dell’utero senza comprometterne la funzionalità.
  • Rimozione dell’utero: In caso di isterectomia, il supporto vaginale viene ripristinato con tecniche che prevedono la riconnessione alle normali strutture di sostegno, dando alla vagina normale lunghezza ed orientamento, senza nemmeno trascurare il ristabilimento di una normale sessualità
  • garantendo o l’uso di mesh (reti chirurgiche). In entrambi i casi, la scelta della tecnica deve essere personalizzata e basata su un’attenta valutazione del quadro clinico.

ASPETTI PSICOLOGICI DI UNA EVENTUALE ISTERECTOMIA PER PROLASSO GENITALE

La rimozione dell’utero nonostante possa contribuire ad una ricostruzione pelvica molto soddisfacente e duratura nel tempo può avere un impatto emotivo significativo. Alcune donne infatti associano l’utero alla femminilità e alla maternità, e la sua perdita può generare ansia o tristezza.

Poniamo sempre quindi particolare attenzione a:

  • Informare in modo chiaro e trasparente riguardo benefici e i rischi di entrambe le opzioni (rimozione versus conservazione).
  • Ascoltare le esigenze della paziente: ogni donna ha una prospettiva unica e deve sentirsi parte integrante della decisione.
  • Offrire supporto psicologico: nei casi in cui la rimozione dell’utero susciti particolari preoccupazioni emotive.

IN CONCLUSIONE. LA SCELTA E’ SEMPRE PERSONALIZZATA

La decisione di conservare o rimuovere l’utero (isterectomia) durante il trattamento chirurgico del Prolasso Genitale è assolutamente altamente individuale. Abbiamo visto come siano molteplici e diverse le problematiche da considerare in funzione di una eventuale isterectomia.

Non esiste una soluzione valida ed uguale per tutte: la scelta dipende dalle condizioni cliniche, dalle preferenze della paziente e dalle sue aspettative. Un dialogo aperto e un approccio multidisciplinare sono fondamentali per garantire il miglior esito possibile.

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NOTA INFORMATIVA Il contenuto di questo articolo ha scopo puramente divulgativo e non costituisce in alcun modo un parere medico né mira a influenzare decisioni di acquisto o terapeutiche. L’Autore non risponde di usi impropri né di eventuali imprecisioni, errori od omissioni. Se hai un problema di salute consulta sempre il tuo Medico Curante o un Medico Specialista.

Autore

  • Filiberto Di Prospero

    Medico Chirurgo. Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Esperto nella Chirurgia del Prolasso degli Organi Pelvici e dell’Incontinenza Urinaria si occupa anche di Endocrinologia Ginecologica, Medicina della Riproduzione e Infertilità, Gravidanza.
    Segreteria pazienti: +39.337.634491.

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