IPERPROLATTINEMIA. Quando l’Ormone dell’Allattamento è fuori controllo.

Infertilità, disturbi mestruali, alterazioni della sessualità. L’incremento patologico della Prolattina può avere effetti devastanti nella vita di una donna. Vediamo le cause ma anche come viene fatta la diagnosi e quali sono le terapie disponibili.

A COSA SERVE LA PROLATTINA?

Prima di affrontare il tema della Iperprollattinemia è interessante sapere che la funzione principale della Prolattina (PRL) nella donna è quella di promuovere lo sviluppo della ghiandola mammaria e l’allattamento in occasione della gravidanza e del parto; normalmente quindi, al di fuori di queste condizioni, i suoi livelli ematici sono bassi (inibiti dalla Dopamina prodotta dall’Ipotalamo). Pensate che sono proprio gli alti livelli della Prolattina durante l’allattamento che determinano il lungo periodo di amenorrea (assenza delle mestruazioni) caratteristico delle puerpere.

La secrezione della Prolattina è sotto il controllo inibitorio di una sostanza chiamata Dopamina (Prolactin Inhibiting Factor); mentre aumentano la sua secrezione estrogeni ed il Tireotropin Releasing Hormone (TRH), un neuro ormone che controlla la Tiroide attraverso la secrezione ipofisaria del Tireotropin Stimulating Hormone (TSH).

immagine raffigurante la posizione dell'Ipofisi
L’Ipofisi è una piccola ghiandola endocrina situata sotto la base del cervello ed ha strette connessioni con le sue aree centrali. Controlla la funzione di numerosi organi tra i quali Ovaio, Tiroide, Mammella, Surrene.

QUANDO SI PARLA DI IPERPROLATTINEMIA?

Parliamo di Iperprolattinemia di fronte ad un incremento significativo e persistente della Prolattina al di fuori della gravidanza e del parto.

A livello fisiopatologico determina:

  • effetto anti-ovarico diretto (interferendo con la fase luteale);
  • effetto ipogonadotropo interferendo centralmente con la secrezione del GnRH, ormone ipotalamico che controlla la produzione delle gonadotropine FSH ed LH (anovulazione, ipoestrogenismo, spesso amenorrea)
  • stimolazione mammaria (galattorrea, cioè fuoriuscita di secrezioni lattescenti dalle mammelle)
  • effetti psico-neuroendocrnini (riduzione della libido, ipoattività sessuale).

Dati epidemiologici indicano che l’iperprolattinemia è un problema abbastanza frequente e prevalentemente femminile (rara nel maschio) con maggior picco di incidenza tra i 25 ed i 34 anni.

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SINTOMI

L’incremento persistente della Prolattina generalmente determina: mestruazioni irregolari tendenti a ritardare (oligomenorrea) o ad essere completamente assenti (amonorrea); infertilità (difficoltà al concepimento o abortività); secrezione mammaria lattescente (galattorrea) spesso bilaterale.

A questi sintomi periferici possono poi aggiungersi sintomi neurologici e visivi causati da un eventuale adenoma e psiconeuroendocrini determinati dell’ormone stesso sul cervello come l’ipoattività sessuale da calo della libido.

CAUSE 

Le cause più comuni includono:

  • Adenomi ipofisari prolattino-secernenti: Piccoli tumori benigni dell’ipofisi che producono prolattina.
  • Tumori ipotalamici e patologie infiltrative della regione ipotalamo-ipofisaria.
  • Ipotiroidismoinsufficienza renale cronicacirrosi epaticalesioni toraco-mammarie.
  • Sindrome dell’ovaio policistico e altre patologie endocrinologiche.
  • Farmaci: Alcuni antidepressivi, tranquillanti ma anche alcuni farmaci per disturbi gastro-intestinali ed antiipertensivi possono indurre iperprolattinemia;
  • Consumo di cocaina.

DIAGNOSI 

La diagnosi parte sempre da un sospetto sintomatologico e trova conferma nel dosaggio ematico della Prolattina e vanno sempre escluse condizioni come la gravidanza e l’allattamento nelle quali l’incremento della Prolattina è del tutto fisiologico.

Un ruolo diagnostico importante è senz’altro svolto dalle tecniche dalla Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) quando si sospetta una origine diencefalo-ipofisaria.

Immagine rmn di adenoma ipofisario
Immagine di Risonanza Magnetica che mostra un Adenome Prolattina-Secernente, tipicamente collocato nella regione anteriore della ghiandola ipofisaria.

TERAPIA 

La terapia di una eventuale Iperprolattinemia parte sempre dall’eventuale rimozione di cause farmacologiche; abbiamo visto come farmaci di uso abbastanza comune (gastrotroprotettori e procinetici, alcuni contraccettivi orali) possano determinare un aumento della secrezione di prolattina.

La correzione di un eventuale ipotiroidismo può normalizzare livelli di Prolattina aumentati.

La scelta tra terapia medica e chirurgica è determinata dalla sintomatologia clinica e dall’estensione dell’eventuale adenoma ipofisario. La presenza di bassi valori di PRL particolarmente quando asintomatici anche se associati ad un piccolo microadenoma potrebbe richiede solo un atteggiamento di sorveglianza longitudinale.

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Quando una terapia medica è necessaria si ricorre ai farmaci “dopamino agonisti” come la Bromocriptina e la Cabergolina. Questi farmaci diminuiscono significativamente i livelli della Prolattina attraverso un aumento del tono dopaminergico e talvolta sono anche in grado di indurre una regressione parziale o totale dei microadenomi.

La terapia chirurgica è di competenza neuro-chirurgica e prevede l’approccio transfenoidale (attraverso il naso). Un approccio chirurgico viene considerato di fronte a:

  • fallimento della terapia medica;
  • intolleranza farmacologica;
  • macroadenomi particolarmente quando presenti in giovani donne desiderose di gravidanza (l’uso degli ergo-derivati in gravidanza è controindicato e l’espansione è frequente).

La possibilità di recidive è purtroppo piuttosto frequente e stimata intorno al 40-50% a 5 anni dall’intervento.

Dott. Filiberto Di Prospero in trasmissione televisiva
Il Dott. Filiberto Di Prospero ha studiato per molti anni il Sistema Neuroendocrino-Riproduttivo nella donna.