Il Prolasso degli Organi Pelvici spiegato alle donne.

Il Prolasso Uro-Genitale e Rettale femminili spiegato da un chirurgo ginecologo. Informazioni su cause, sintomi, cure conservative e chirurgiche senza trascurare la prevenzione.

UN PROBLEMA DI CUI SI PARLA POCO

Proprio così. E le prime a non parlarne, di Prolasso degli Organi Pelvici (acronimo POP, Prolasso Uro-Genitale) e dei sintomi correlati sono proprio le donne. Per questioni di pudore, per paura, per rassegnazione o forse anche per sfiducia o mancanza di informazione sulle concrete possibilità di prevenzione e cura.

Eppure pensate che si stima che più del 40% delle donne over 50 ha una qualche forma di cedimento pelvico, sotto forma di Prolasso Uterino, Vescicale o Rettale; spesso in forma leggera asintomatica ma talvolta talmente importante da alterare le normali attività quotidiane e la sessualità.

L’incidenza del Prolasso Uro-Genitale e Rettale cresce con l’avanzare dell’età ma questa patologia non risparmia nemmeno donne più giovani, seppure certamente in un numero molto più limitato di casi.

Il Dott. Filiberto Di Prospero mostra la struttura anatomica della Pelvi Ossea
Il Dott. Filiberto Di Prospero mostra la struttura anatomica della Pelvi Ossea Femmnile nel corso di una seduta chirurgica.

LA PELVI FEMMINILE

Si tratta di un insieme di organi contenuti in una struttura ossea posta nella parte inferiore della cavità addominale, connessa al tratto più basso della Colonna Vertebrale ed agli arti bilateralmente. La Pelvi Ossea è costituita dalle due Ossa Iliache antero-lateralmente, dall’Osso Sacro e dal Coccige posteriormente.

Contiene al suo interno numerosi organi fra i quali anche l’Utero, la Vescica e l’Uretra, la Vagina, il Retto (ultimo tratto dell’intestino).

Si parla poco di questa struttura ma in realtà è tanto importante perché contiene l’apparato riproduttivo ed è sede degli ultimi tratti di quello urinario ed intestinale. Inoltre è anche zona di transito di importanti fasci vascolari e nervosi.

La Pelvi Femminile contiene numerose strutture fra le quali anche l'Utero, la Vescica, il Retto e la Vagina
La Pelvi Femminile contiene numerose strutture fra le quali anche l’Utero, la Vescica, il Retto e la Vagina

MA COS’E’ IL PAVIMENTO PELVICO?

E’ una complessa struttura fibro-muscolare che sostiene anteriormente la vescica, l’uretra e la vagina, centralmente l’utero e posteriormente il retto. Ha una forma romboidale estendendosi in senso antero-posteriore dalla Sinfisi Pubica fino al Coccige e lateralmente fino alle due Spine Ischiatiche.

Disegno che illustra il Pavimento Pelvico della donna
Il Pavimento Pelvico femminile è una struttura fibromuscolare che si estende dalla Sinfisi Pubica al Coccige e lateralmente fino alle Spine Ischiatiche. Il suo fallimento funzionale può determinare il prolasso (la discesa) dell’utero, della vescica, dell’uretra e dell’ultimo tratto dell’intestino (il retto) in forma isolata o associata e con diversi gradi di gravità.

E’ estremamente importante per la salute della donna perché essendo nella parte più bassa della cavità addominale oltre a sostenere gli organi pelvici deve anche resistere alle numerose sollecitazioni che riceve durante il giorno.

Struttura forte ma anche elastica per consentire minzione, defecazione, sessualità ma anche gli adattamenti della gravidanza ed il passaggio del neonato durante il parto.

QUANDO TUTTO CROLLA… I DIVERSI TIPI DI PROLASSO GENITALE ED I SINTOMI TIPICI

Quando il Pavimento Pelvico cede avviene il Prolasso che può riguardare la regione o segmento anteriore, quella centrale o posteriore singolarmente o (come spesso accade) in associazione tra loro.

  • Prolasso Vescicale (Cistocele). E’ un’erniazione della vescica nella vagina attraverso la distensione della sua parete anteriore. Questa condizione può essere leggera (grado I, II) e completamente asintomatica ma talvolta è tale da affiorare all’introito vaginale e superarlo anche per diversi centimetri (grado III, IV). Si tratta di una condizione che particolarmente nei gradi più elevati rende difficoltosa la minzione con sensazione di incompleto svuotamento (o di vera ostruzione), necessità di urinare spesso associandosi talvolta anche a incontinenza urinaria. Il ristagno cronico di urina facilità infezioni urinarie ricorrenti, dilatazione degli ureteri ed infezioni ascendenti che possono coinvolgere e danneggiare i reni.
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disegno schematico che rappresenta il prolasso vescicale (cintocele) nella donna
Il Cistocele (chiamato anche Prolasso Vescicale) è un’erniazione della Vescica attraverso la parete vaginale anteriore. La difficoltà di svuotamento ed il conseguente ristagno di urina in vescica aumentano il rischio di infezioni urinarie. Nei casi più gravi si arriva anche a compromissione degli Ureteri e dei Reni.

  • Prolasso rettale (Rettocele). Si verifica quando il difetto di resistenza (il cedimento) interessa il settore posteriore del Pavimento Pelvico. In questo caso è l’intestino ad erniarsi attraverso la parete vaginale posteriore, talvolta raggiungendo e superando ampiamente l’introito vaginale. Nei gradi più elevati questa condizione crea seri problemi alla defecazione che diventa particolarmente difficoltosa.
disegno che raffigura il Rettocele cioè il Prolasso del Retto in Vagina
Il Rettocele è il prolasso del Retto nella Vagina. Nei gradi elevati può rendere difficoltosa la defecazione. La mucosa estroflessa aumenta il rischio di infezioni e di ulcere.
  • Prolasso Uterino (Isterocele). Il cedimento in questi casi è centrale con fallimento dell’apparato di sostegno dell’utero che inizia a scendere lungo la vagina fino ad affiorare alla vulva e talvolta uscire completamente. Nelle situazioni più estreme si configura la situazione di un Prolasso Utero-Vaginale Totale. E’ una situazione particolarmente grave perché oltre al discomfort elevato per la paziente, l’utero trascina spesso nella sue discesa altre strutture (intestino, vescica, uretra, ureteri).
Disegno che raffigura il Prolasso Uterino
Il Prolasso dell’Utero può raggiungere anche gradi elevati e spesso si associa a compromissione di altri segmenti dell’apparato si sostegno pelvico. E’ una condizione che crea un grave disagio anche nelle comuni attività quotidiane ed ad alto rischio di complicazioni infettive.
  • Prolasso di cupola. E’ il prolasso che piuttosto raramente si verifica in donne sottoposte ad Isterectomia (asportazione dell’Utero). In questi casi il fondo della vagina, la sua parte più alta (cupola) si invagina fino anche ad affiorare ed uscire dalla vulva.

FATTORI DI RISCHIO E POSSIBILI MOMENTI DI PREVENZIONE. Per una malattia che comunque ha sempre origini multi-fattoriali.

  • La gravidanza ed il parto sono da tutti riconosciuti come i maggiori fattori di rischio per Prolasso degli Organi Pelvici (POP). Questa conoscenza ha portato a prestare molta attenzione al Pavimento Pelvico non solo durante la gestazione ed il parto ma anche in puerperio e nei mesi seguenti. Preparazione del perineo in gravidanza, prevenzione della Macrosomia Fetale e dei periodi espulsivi prolungati, protezione del perineo al momento del parto, corsi di riabilitazione peritale, attenzione anche a minime fughe involontarie di urina sono tutti segni di una maggiore consapevolezza riguardo l’importanza delle strutture perineali.
  • Altre condizioni di rischio sono l’Obesità, la Menopausa e comunque l’avanzare dell’età, la Stipsi ostinata, le malattie croniche respiratorie ed il fumo di sigaretta (particolarmente quando associati a tosse), fattori ereditari (altri casi in famiglia). Non tutti annoverano l’Utero Retroverso come fattore di rischio ma pur essendo una condizione assolutamente fisiologica (e da non trattare) è innegabile che determina una distribuzione anomala delle spinte addominali.
    Combattere l’Obesità e la Stipsi è possibile con una dieta sana ed equilibrata associate a regolare attività fisica; una maggiore cura del perineo e delle mucose vaginali dovrebbe entrare nella pratica quotidiana sia delle donne giovani che particolarmente di quelle in Menopausa e Post-Menopausa attraverso esercizi preventivi, idratazione delle mucose, più frequenti visite di controllo.
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DIAGNOSI

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Se avvertite qualsiasi protuberanza genitale, oppure avete notato l’insorgere di problemi sessuologici, oppure avete perdite involontariamente di urina (anche piccole) oppure avete la sensazione di non svuotare completamente la vescica o notate infezioni vaginali o urinarie ricorrenti anticipate il vostro controllo ginecologico.

La diagnosi è piuttosto agevole e si avvale spesso anche dell’ecografia pelvica. Più rara la necessità di altri accertamenti.

TRATTAMENTI CONSERVATIVI

  • Fisioterapia, Ginnastica Perineale. E’ un’ottima scelta quando il prolasso è di minima entità e non crea sintomi particolari. Da considerare comunque sempre nel Post-Partum; in Menopausa e Post-Menopausa particolarmente in presenza di fattori di rischio.
    Diventa particolarmente utile se associata a cambiamenti nello stile di vita ed ad altre azioni di contrasto come ad esempio evitare il fumo di sigaretta, raggiungere il peso ideale e regolarizzare l’alvo quando necessari.
  • Laser Vaginale, Trattamenti Ormonali Locali. Da valutare solo in gradi di prolasso modesto associati a distrofia delle mucose vaginali come potrebbe verificarsi in Post-Menopausa. Richiedo particolari competenze professionali.
  • Pessari Vaginali. Si tratta di dispositivi medicali in silicone di diversa grandezza che vengono scelti e posizionati in vagina da un Ginecologo. Il loro costo è molto contenuto e sono indubbiamente efficaci in molti casi ma richiedo comunque controlli periodici; inoltre devono essere rimossi, puliti e reinseriti (o sostituiti) ogni 4-6 mesi al massimo anche eventualmente da parte della paziente stessa dopo un adeguato allenamento. Generalmente ben tollerati, possono tuttavia determinare infezioni, ulcerazioni della mucosa vaginale, sanguinamenti e dolore pelvico.
    Sono una scelta da considerare quando la paziente è giovane e prevede future gravidanze oppure quando si preferisce evitare o dilazionare l’intervento chirurgico.

TERAPIA CHIRURGICA

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La scelta chirurgica è legata alla gravità dei sintomi e certamente dipende dal tipo di prolasso, dall’età e dalle condizioni generali della paziente.

Il Dott. Filiberto Di Prospero impegnato in un intervento di Chirurgia Vaginale
La Chirurgica Vaginale è considerata l’approccio di elezione (quello da preferire) per risolvere i diversi problemi connessi con il Prolasso degli Organi Pelvici nella Donna. Il Prolasso Uterino, Vaginale e Rettale anche in associazione e di grado elevato trovano ottime soluzioni chirurgiche che consento un completo ripristino anatomico e fisiologico delle strutture coinvolte.

Pochi capitoli della Medicina offrono così numerose opzioni chirurgiche come il Prolasso degli Organi Pelvici (Prolasso Genitale) nella donna. Un settore dove tecniche antiche e moderne si confrontano costantemente con il continuo progredire delle conoscenze e per il quale al chirurgo è richiesta sempre più esperienza ed elevata competenza professionale.

Si tratta di una chirurgia molto sofisticata il cui scopo è ristabilire le corrette posizioni anatomiche e le funzioni fisiologiche degli organi coinvolti, riparando al contempo le strutture di sostegno, talvolta anche con uso di protesi.

  • Approccio vaginale. E’ senza dubbio la via chirurgica di elezione per la soluzione di questi problemi. Confortevole per la paziente (può essere fatta anche in anestesia periferica) è assolutamente mini-invasiva (l’accesso avviene per una via naturale) e consente brevi ospedalizzazioni e tempi di recupero molto rapidi.
    Per questa via possono essere risolti prolassi genitali anche molto gravi con interessamento pluri-compartimentale (anteriore, centrale e posteriore associati) come nel Prolasso Genitale Totale. In un numero limitato di casi questa chirurgia può avvalersi anche dell’utilizzo di protesi.
    L’Isterectomia Vaginale è un’opzione che viene proposta quando il compartimento centrale è compromesso e l’Utero è prolassato oppure quando una patologia uterina si associa al Prolasso Genitale.
  • Approccio Laparoscopico, Addominale. Può essere complementare alla chirurgica vaginale (sanguinamento intraoperatorio, difficoltà nell’eventuale asportazione degli annessi) ma più frequentemente viene scelto per riparare il Prolasso di Cupola.

Questi interventi hanno alte percentuali di successo ma per la loro complessità non sono scevri da possibili anche se rare complicazioni e da possibilità di insuccesso. L’ orientamento è quello di rivolgersi a Centri Specializzati.
Le scelte chirurgiche devono sempre in considerare l’età e la situazione riproduttiva delle pazienti.
Certamente questa chirurgia è in grado di restituire alle pazienti una vita normale anche dal punto di vista sessuale. Le pazienti operate riacquistano una totale autonomia e sono frequenti le testimonianze di un grande entusiasmo per la qualità di vita ritrovata.

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